53) Lyotard. La pluralit  irriducibile.
La societ  costituita da immense nebulose di materiali
linguistici, non riducibili ad un modello unico. Essa non 
quindi paragonabile al mondo delle scienze, nel quale sono ancora
possibili regole prescrittive.
J. F. Lyotard, La condizione postmoderna.

L'interrogativo generale della legittimazione diviene: qual  il
rapporto fra l'antimodello offerto dalla pragmatica scientifica e
la societ? E' possibile applicare tale modello alle immense
nebulose di materiali linguistici che costituiscono le societ?
Oppure esso resta limitato al gioco cognitivo? Ed in tal caso qual
 il suo ruolo nei confronti del legame sociale? Ideale
inaccessibile di comunit aperta? Componente indispensabile del
sottosistema dei decisori, che accetta per la societ quel
criterio di performativit che rifiuta per se stesso? O, al
contrario, rifiuto di collaborazione col potere e passaggio alla
controcultura, col rischio dell'estinzione di ogni possibilit di
ricerca per mancanza di credito?.
Fin dall'inizio di questo studio, abbiamo sottolineato la
differenza non solo formale, ma pragmatica, che separa i diversi
giochi linguistici, in particolare quelli denotativi o cognitivi,
e quelli prescrittivi o legati all'azione. La pragmatica
scientifica  fondata sugli enunciati denotativi,  in forza di
ci che essa d luogo alle istituzioni della conoscenza (istituti,
centri, universit, eccetera). Ma il suo sviluppo postmoderno pone
in primo piano un "fatto" decisivo: che anche la discussione di
enunciati denotativi esige delle regole. Ora le regole non sono
enunciati denotativi, ma prescrittivi, che meglio sarebbe chiamare
metaprescrittivi per evitare confusioni (essi prescrivono come
debbano essere le mosse dei giochi linguistici perch siano
ammissibili). L'attivit differenziante, o immaginativa o
paralogica nell'attuale pratica scientifica, ha la funzione di far
emergere queste metaprescrizioni (i "presupposti") e di farne
accettare altre agli interlocutori. Ci che in fin dei conti pu
legittimare tale accettazione  solo che ne nascano delle idee,
cio dei nuovi enunciati.
La pragmatica sociale non ha la "semplicit" di quella
scientifica. E' un mostro formato dalla embricazione di reti, di
classi, di enunciati eteromorfi (denotativi, prescrittivi,
performativi, tecnici, valutativi, eccetera). Non vi  alcun
motivo di pensare che sia possibile determinare metaprescrizioni
comuni a tutti questi giochi linguistici e che un consenso
rivedibile, come quello che regna in un dato momento nella
comunit scientifica, possa comprendere l'insieme delle
metaprescrizioni che regolano il complesso degli enunciati che
circolano nella collettivit. E' anche all'abbandono di questa
credenza che  legato l'attuale declino delle narrazioni
legittimanti, siano esse tradizionali o "moderne" (emancipazione
dell'umanit, divenire dell'Idea). E' parimenti la perdita di
questa fede che l'ideologia del "sistema" si appresta ad un tempo
a colmare con la sua pretesa totalizzante e ad esprimere col
cinismo del suo criterio di performativit.
J. F. Lyotard, La condizione postmoderna, Feltrinelli, Milano,
1982, pagine 117-118.
